Visualizzazione post con etichetta Gente Comune. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gente Comune. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2016

Gente Comune: Il pensiero di Robert Welling.

La discriminazione, un problema complesso che abbiamo affrontato diverse volte.
Oggi vorremmo portare alla vostra attenzione il caso dell’avvocato Robert Welling, che ringraziamo per essersi reso disponibile per questa intervista. Mr Welling è un uomo in vista, collaboratore rinomato presso la Thorne Industries.
Quello che gli è accaduto qualche tempo fa è di dominio pubblico, durante un controllo è stato fermato ed arrestato solo perché mutante. Ma sentiamo quello che è accaduto direttamente dalle sue parole:


Mr Welling: Siamo stati fermati per un mero controllo di routine, oltre a me v'erano due persone, umane, in macchina, a loro è stato chiesto solo il documento e via, quando invece io ho doverosamente consegnato anche il mio tesserino di registrazione tutto è cambiato, mi hanno fatto scendere dalla vettura, solo a me e sottolineo solo a me, e mi hanno perquisito come un delinquente, senza nessun motivo apparente e fattivo, per il semplice fatto di essere un mutante.

White: Ha opposto resistenza o dato motivo agli agenti di metterla in stato di fermo?

Mr Welling: Non ho opposto nessuna resistenza all'arresto nè tanto meno ho cercato di occultare l'arma in mio possesso, cosa che mi sarebbe stato possibile fare senza problemi, in ultimo ho partecipato attivamente e con collaborazione fattiva all'interrogatorio di garanzia. Tutto questo perchè non sono un delinquente, e non avevo nessuna intenzione di delinquere, come ho ripetuto più volte agli agenti. Il possesso di un'arma da fuoco, in sicura, era solo un mero fine di sicurezza, come deterrente passivo in caso di qualsivoglia aggressione, perchè ormai la nostra città è diventata teatro di violenze e reati di ogni tipo.

Reporter:  Lei è comunque consapevole di aver violato una legge?

Mr Welling: Sono conscio che vi sia stata una violazione del VPA, e sin da subito ne ho accettato le conseguenze, in modo collaborativo e disponibile, proprio a dimostrazione della mia buona fede e fiducia nella giustizia e chi la fa rispettare.
Per questi motivi, essendo incensurato e sempre rispettoso della legge, non avendo intralciato i tutori della legge in alcun modo ed essendo stato pienamente collaborativo in ogni situazione prima e dopo l'arresto, sono stato sbattuto in una cella per giorni con le manette ai polsi.

Reporter: Sappiamo che alla fine è stato scagionato da ogni accusa, probabilmente anche grazie alla sua dialettica e alle sue abilità in quanto avvocato. Tutti noi siamo lieti che questa faccenda si sia conclusa per lei nel migliore dei modi, purtroppo non tutti sono così fortunati da potersi permettere un avvocato o una buona difesa. E’ proprio in nome di tutte queste persone, dimenticate dal governo e dai mezzi di informazione, che riteniamo necessario continuare a sollecitare la sensibilità del pubblico. Posso chiederle se questa esperienza le ha cambiato la vita?

Mr Welling: Mi ha cambiato la vita? No non direi, ero già ben conscio di quanti preconcetti e pregiudizi vi siano dietro chi si relaziona con un mutante, e le forze dell'ordine non fanno eccezione, anzi.
Reporter: Avvocato, la ringraziamo per il tempo che ci ha concesso, tutti noi le auguriamo che non debba accaderle più un fatto increscioso come questo, a lei e a tutte le persone discriminate a causa della loro conformazione genetica.

Un qualsiasi cittadino americano può detenere una pistola per legittima difesa, nei modi e gli usi consentiti dalla legge, ma un mutante, per il semplice fatto di essere un mutante, ha negata questa doverosa possibilità.
Sarebbe come dire che un mancino è un delinquente a priori per il semplice fatto che sia mancino, allo stesso modo infatti chi ha il gene X viene discriminato solo per il semplice fatto di averlo, anche se non ha nessuna intenzione di usare il potere che non ha chiesto di avere, ma vuole semplicemente vivere la sua vita.
Sono un avvocato e dico che è dovere della giustizia, discernere il reato e chi lo commette, valutando le situazioni ed indirizzando i pronunciamenti del caso sulla base dei tanti fattori da tenere in considerazione, finanche una discriminazione palese di cittadini americani, che non possono godere di diritti che altri cittadini hanno, per il semplice fatto di avere in se il gene X, che sottolineo di nuovo, non hanno chiesto di avere, e che a priori non comporta una propensione a delinquere.


White

sabato 6 febbraio 2016

Gente comune: Il pensiero di Ryan.

Tutti i collaboratori di Rumors credono vivamente che la verita debba essere resa nota, senza fronzoli e per nulla travisata. Ecco come nasce il nuovo progetto "Gente Comune" dove ci apprestiamo a raccontare al mondo, la storia e le idee dei comuni cittadini di un mondo sempre più suddiviso in classi.

Oggi vogliamo portare alla vostra attenzione l’esperienza di vita vissuta di un mutante che ha deciso di registrarsi e vivere nella legalità.
E’ un ragazzo come tanti altri, con gli stessi desideri ed ideali di ogni giovane americano. L’unica differenza tangibile che lo distingue dagli altri esseri umani è che condivide il proprio corpo con un’entità aliena, estranea. Forse proprio questa diversità ha fatto di lui la persona che è: ricca di tolleranza, amore per il prossimo e comprensione. Questa testimonianza dimostra come l’altruismo ed i buoni sentimenti risiedano in ogni persona senza differenze di razza, pensiero ed ideali. L’essere diverso lo ha reso una persona migliore, a differenza di quello che pensano molti appartenenti ai gruppi antisuperumani.

Abbiamo chiesto a Ryan di parlarci un po di sé:

R:  Ho studiato nella migliore High School di Philadelphia in quanto  orfano  della Bank of America [Rapina avvenuta nel 2008, ndr], mio padre venne ucciso durante l’attentato. Attualmente insegno alla Young Gifted School e spero di diventare presto Vigllantes quando passerò alla First Class. Nel tempo libero gestisco un locale nel South.
 
W: Parlaci di questo locale
 
R: Il Drunken è un vecchio locale situato nel South,  l'ho affittato e riaperto e ogni tanto mi diverto a stare dietro il bancone.
 
W: Quindi avevi solo voglia di ridare lustro ad un locale abbandonato, una sorta di riscatto morale ?
 
R: Beh, non proprio. Ma ho conosciuto una ragazza, una mutante il cui potere era piuttosto invadente. E sognava uno spazio in cui poter essere sé stessa, così come io per anni avevo cercato un ritrovo in cui potermi rifugiare nelle brutte giornate. Il Drunken è entrambe le cose: è un piccolo angolo di utopia, dove non esistono distinzioni, dove nessuno deve sentirsi sbagliato.
 
W: E' restrittivo parlare di pub diciamo che è più un luogo di ritrovo quindi, una specie di salotto intellettuale dove confrontarsi?
 
R: Sì, diciamo così: il pub è la struttura, il dove, ma poteva essere una sala giochi, una caffetteria o altro. Beh, per quel che di intellettuale può esserci in un posto come il mio. E' un punto di ritrovo per tutti quelli per cui mutante, umano, gay, etero, nero, bianco o strambodie sono soltanto parole, non etichette.
 
W: Cosa ci dici invece della tua posizione in merito alla Causa Mutante? Sei favorevole alla registrazione?
 
R: Si sentono in giro  storie che  si ripetono ogni giorno, quando qualcuno se ne fotte e qualcun'altro se ne approfitta. Giovani mutanti che per pagare le cure mediche ai genitori si vendono alle organizzazioni criminali e altre amenità del genere. Vedo la registrazione come mezzo per tutelare queste persone e strapparle alla criminalità.
Mi sorprende sempre chi accusa il governo per le sue leggi e poi supporta il terrorismo. Il problema   dei mutanti è un problema culturale, come lo sono stati molti altri nella storia. Non esiste una guerra tra noi e voi, esistono due gruppi spaventati che devono venirsi incontro. Quindi sì, sono favorevole alla registrazione. Ma non mi piace imporla, preferisco farne capire l'importanza. Mi piace mantenere un dialogo pacifico e produttivo. E’ giusto che ognuno possa esprimere le proprie opinioni. Quel che conta è che nessuno provi  a far esplodere la testa dell'altro: è per questo che odio gli evoluzionisti esaltati al pari dei razzisti umani.
 W: Molti mutanti che aderiscono al pensiero neo evoluzionista  asseriscono che le leggi regolamentanti il porto d’armi e la registrazione dei super umani siano discriminanti e vergognosamente razziste, tu cosa ne pensi?
 
R: Io non penso che chiunque non si registri sia un criminale in senso stretto, ma che stia facendo un errore. Registrarti non ti toglie nulla, è una paura infondata. Io sono registrato e non ho mai avuto il minimo problema conseguenziale. Dall'altro lato, toglie risorse al crimine mutante e, soprattutto, priva gli umani razzisti di un deterrente per tormentare i mutanti. Non vado a caccia di non registrati, non è il mio lavoro. Io, come professore della Young Gifted School, come super umano e come persona, cerco di farne capire l'importanza. Non tutte le leggi funzionano - è dibattito pubblico, politico e costante - ma questo non le rende tutte inutili. Pensa ad esempio al documento di identità: vi  è indicata  la provenienza e la foto. Dimostra l'etnia, ma nessuno si sente offeso dalla cosa. Un documento di registrazione ti mette al sicuro da accuse, da pregiudizi, da tormenti di ogni genere e non sei in alcun modo costretto a metterlo il mostra. Se io non ti avessi detto che sono un mistico, tu non avresti avuto modo di saperlo. In realtà la mia libertà non è violata in alcun modo.  Certo, questo non significa che le leggi non possano essere ritoccate, che non si debba promuovere una maggiore tolleranza verso i non umani, assecondata dal governo: ma quella è politica, attivismo sociale; tutta un'altra storia.
 
W: Che messaggio vorresti inviare nelle vesti di Vigilantes?
 
R: Io voglio fare paura. Voglio essere il motivo per cui i criminali si guardano alle spalle. E' la mia natura, che mi fa montare dentro un'incredibile rabbia ogni qualvolta un'ingiustizia resta impunita, tutte le volte che il male trionfa. Non posso restare a guardare mentre la città va in fiamme, mentre brave ragazze per aiutare la madre devono diventare criminali, o dove fanatici si approfittano di una legge per creare una guerra.
 
W: E come professore, come pensi di essere visto dai tuoi studenti?
 
R: Non mi piace considerarmi un professore, preferisco immaginarmi come un tutor. Sono una guida, piuttosto che un maestro. Io gli consiglio la strada, riuscire a percorrerla spetta allo studente. I poteri sono complessi, un telecineta non ha nulla a che fare con un velocista, anche se io insegno principalmente a combattere, resto dell'idea che i consigli più utili riguardino la convivenza con il proprio potere: imparare ad accettarlo, ad usarlo e a fare parte del mondo in cui viviamo.

Non possiamo far altro che augurare un enorme  in bocca al lupo a Ryan, felici che abbia accettato di essere intervistato dalla nostra testata. Per chi fosse interessato lasciamo l’indirizzo del suo locale nel South, il Drunken dove tutti sono ben accetti e non esistono pregiudizi.

White